Scrivere un post su questo capolavoro è sicuramente difficile. Se un film ti delude non hai nessun problema a sparare a zero su regista, attori e il resto della troupe. Ma se un film tocca i tasti giusti, così giusti da vincere l'Oscar come miglior film straniero, allora parlarne diventa complicato.
Innanzitutto partirei dicendo che tutti dovrebbero vederlo almeno una volta. Mostra molti retroscena che, per gli amanti del cinema, vale la pena vedere. La cabina, l'uso del caro vecchio proiettore, le pellicole che vengono "montate", sono tutte dinamiche vere, che valgono ancora oggi (fino all'anno scorso la maggior parte delle sale non aveva ancora adottato il digitale). Se poi lavori in un piccolo cinema di paese, che da sempre lotta per sopravvivere alle multisale e ai multiplex, allora ti sembra che il film parli anche un po' di te.
Il rapporto tra Totò e il cine-operatore Alfredo, le vicende del cinema, il paese, i comportamenti dei paesani durante le proiezioni, ma soprattutto l'amore assoluto e incondizionato di Totò per il cinema hanno fatto meritare a "Nuovo cinema Paradiso" un posto di prim'ordine nella storia del cinema italiano e non solo.
Che dire: guardatelo, guardatelo e riguardatelo ancora!
venerdì 21 settembre 2012
martedì 11 settembre 2012
THE BRAVE - ma chi l'ha detto che le principesse sono passate di moda?!
C'erano una volta Ariel, Biancaneve, Aurora, Belle e molte altre principesse che, con le loro storie, intrattenevano i bambini in maniera pulita, semplice ed educativa. E' sempre bello vedere che la Disney riesce a darci ancora lungometraggi d'animazione che fanno ridere, sognare, incantare, commuovere e anche imparare.
L'unica nota negativa, che vale solo per la versione italiana, è che THE BRAVE è stato tradotto come ribelle.. Da coraggiosa a ribelle la differenza è abissale!!
Un film per tutti, grandi e piccini, da vedere e rivedere!
L'unica nota negativa, che vale solo per la versione italiana, è che THE BRAVE è stato tradotto come ribelle.. Da coraggiosa a ribelle la differenza è abissale!!
Un film per tutti, grandi e piccini, da vedere e rivedere!
giovedì 5 luglio 2012
Molto Forte, Incredibilmente Vicino
Visto ieri, impossibile non scriverne! Soprattutto dopo aver letto tutte le critiche che l'hanno ingiustamente massacrato. Ora, io non ho letto il libro e, a questo punto, sono contenta di non averlo fatto; ma il film visto come tale è molto bello e toccante.
Molto Forte, Incredibilmente Vicino parla di un ragazzo (Oskar) che, nel tentativo disperato di conservare l'illusione di suo padre morto in una delle Torri, l'11 settembre del 2001; intraprende una vera e propria caccia al tesoro per scoprire a chi appartenga una chiave. E' una spedizione nello stile di quelle che organizzavano sempre Oskar e il padre (Tom Hanks). E' un modo per sfuggire al dolore, per non arrendersi a una morte che non ha senso.
Non mi stancherò mai di ripetere che i libri sono una cosa, e i film un'altra. Anch'io, dopo aver visto un film tratto da un libro che mi piace, sono sempre un po' delusa. Ma da qui a dire che il film è spazzatura perchè non ha reso l'idea del libro, o perchè ha sfruttato come punti di forza, argomenti che nel libro non erano così sentiti; allora non ci sto.
Un regista, uno scenografo, sono liberi pensatori. Prendono il materiale a loro disposizione e lo adattano alla loro visione. Così facendo, il film diventa una creatura indipendente, ed è come tale che deve essere giudicata.
L'amore tra padre e figlio è al centro di tutto, sia quello forte che lega Oskar e suo padre, sia la sua totale assenza tra il padre e il nonno del protagonista.
Una storia da pelle d'oca, caratteri e bagagli (o scarpe, come usa dire Oskar) ingombranti, vicende e vite che si intrecciano, lasciando a tutti i protagonisti (e ovviamente anche allo spettatore) qualcosa.
Molto Forte, Incredibilmente Vicino parla di un ragazzo (Oskar) che, nel tentativo disperato di conservare l'illusione di suo padre morto in una delle Torri, l'11 settembre del 2001; intraprende una vera e propria caccia al tesoro per scoprire a chi appartenga una chiave. E' una spedizione nello stile di quelle che organizzavano sempre Oskar e il padre (Tom Hanks). E' un modo per sfuggire al dolore, per non arrendersi a una morte che non ha senso.
Non mi stancherò mai di ripetere che i libri sono una cosa, e i film un'altra. Anch'io, dopo aver visto un film tratto da un libro che mi piace, sono sempre un po' delusa. Ma da qui a dire che il film è spazzatura perchè non ha reso l'idea del libro, o perchè ha sfruttato come punti di forza, argomenti che nel libro non erano così sentiti; allora non ci sto.
Un regista, uno scenografo, sono liberi pensatori. Prendono il materiale a loro disposizione e lo adattano alla loro visione. Così facendo, il film diventa una creatura indipendente, ed è come tale che deve essere giudicata.
L'amore tra padre e figlio è al centro di tutto, sia quello forte che lega Oskar e suo padre, sia la sua totale assenza tra il padre e il nonno del protagonista.
Una storia da pelle d'oca, caratteri e bagagli (o scarpe, come usa dire Oskar) ingombranti, vicende e vite che si intrecciano, lasciando a tutti i protagonisti (e ovviamente anche allo spettatore) qualcosa.
martedì 3 luglio 2012
A love song for Bobby Long
A volta, quasi per caso, si scovano delle piccole perle. "Una canzone per Bobby Long" ho scelto di vederlo per il cast: Scarlett Johansson e John Travolta, strana accoppiata!
Una giovane donna quasi diciottenne fa ritorno a casa, dopo la morte della madre con cui non parlava da molto tempo. Si trova a convivere con un ex professore e il suo pupillo impegnato a scrivere una biografia su di lui per riscattarlo agli occhi della sua famiglia. Entrambi gli uomini sono alcolizzati.
Questo è il complicato inizio di un film che vedrà scontrarsi caratteri difficili, persone che vivono al limite e che impareranno a conoscersi.
John Travolta è perfetto nel ruolo; così diverso dalla maggior parte dei film in ci siamo abituati a vederlo. Semina continue citazioni di libri celebri. Esprime amore e dolore alla perfezione, anche solo con lo sguardo.
Nota super positiva all'ambientazione: New Orleans si riconosce subito dopo i primi scorci, le case, i colori, la musica.. Bello anche il modo in cui è stata descritta, una città a volte romantica, a volte abbandonata alla disperazione.
Una giovane donna quasi diciottenne fa ritorno a casa, dopo la morte della madre con cui non parlava da molto tempo. Si trova a convivere con un ex professore e il suo pupillo impegnato a scrivere una biografia su di lui per riscattarlo agli occhi della sua famiglia. Entrambi gli uomini sono alcolizzati.
Questo è il complicato inizio di un film che vedrà scontrarsi caratteri difficili, persone che vivono al limite e che impareranno a conoscersi.
John Travolta è perfetto nel ruolo; così diverso dalla maggior parte dei film in ci siamo abituati a vederlo. Semina continue citazioni di libri celebri. Esprime amore e dolore alla perfezione, anche solo con lo sguardo.
Nota super positiva all'ambientazione: New Orleans si riconosce subito dopo i primi scorci, le case, i colori, la musica.. Bello anche il modo in cui è stata descritta, una città a volte romantica, a volte abbandonata alla disperazione.
venerdì 15 giugno 2012
THE HELP: se lo vedi t'innamori!
In Italia escono 5/6 film a settimana.. Se moltiplichiamo per le 52 settimane di un anno, risulta che ne escono circa 300. Un bel numero, difficile vederli tutti!! Uno tra tutti, quest'anno, merita di essere visto assolutamente: THE HELP.
La trama è presto detta: anni 60, Mississipi. I neri non sono più schiavi da 100 anni, ma la loro considerazione all'interno della società è pari a quella degli animali domestici, anzi, forse addirittura inferiore. Lo scenario è già stato visto in molti film degli anni 80/90, ma qui l'effetto sullo spettatore ha qualcosa di magico. Skeeter (Emma Stone) sta cercando di farsi strada nel mondo del giornalismo e decide di scrivere un libro, nel quale raccogliere le storie delle donne di colore alle dipendenze delle famiglie bianche. Un progetto rischioso, che potrebbe mettere in pericolo sia lei, che le domestiche disposte a parlare. Non ho letto il libro da cui è tratto, ma mi sono riproposta di farlo.
Il punto forte del film sono le stesse protagoniste, tutte donne; tre delle quali hanno ricevuto le nomination agli Academy Awards - Octavia Spencer (Minny nel film) si è aggiudicata il meritatissimo Oscar come miglio attrice non protagonista. Sono tutte, dalla prima all'ultima, splendide. I loro caratteri, i loro ruoli e le loro diversità si fondono alla perfezione, creando momenti di commozione, ma anche di ilarità. Quando un film sa dare questo mix di emozioni, tenendo lo spettatore letteralmente incollato allo schermo, senza bisogno di grandi effetti speciali, né di trame contorte e piene di colpi di scena, ma solo grazie al lato umano che i personaggi raccontano; allora entra a pieno titolo tra quei film che ti lasciano qualcosa.
Io lavoro in un piccolo cinema di provincia e le facce delle persone che uscivano dopo aver visto questo film, confermavano le mie parole.
Unica nota dolente, che bisognerebbe far presente a chi di dovere: questo film, in Italia non è stato sufficientemente pubblicizzato!! A volte ci bombardano di pubblicità di film che a malincuore definiamo tali, e questo capolavoro è conosciuto ai più.
In definitiva lo eleggo miglior film dell'anno, per me almeno. Film da tenere in cineteca e riguardare all'infinito!! Celia, Skeeter, Aibileen, Hilly e tutte le altre donne di The Help lasciano il segno..
Io lavoro in un piccolo cinema di provincia e le facce delle persone che uscivano dopo aver visto questo film, confermavano le mie parole.
Unica nota dolente, che bisognerebbe far presente a chi di dovere: questo film, in Italia non è stato sufficientemente pubblicizzato!! A volte ci bombardano di pubblicità di film che a malincuore definiamo tali, e questo capolavoro è conosciuto ai più.
In definitiva lo eleggo miglior film dell'anno, per me almeno. Film da tenere in cineteca e riguardare all'infinito!! Celia, Skeeter, Aibileen, Hilly e tutte le altre donne di The Help lasciano il segno..
giovedì 14 giugno 2012
"Tutto comincia da qui.."
Quando si può dire che una persona sia cinema-dipendente? Se parla troppo spesso per citazioni; se riguarda alcuni film decine di volte, fino ad impararli a memoria; se..ogni momento è buono per vederne uno; e se fa continuamente riferimenti a film, perché i film centrano sempre in qualche modo... Allora credo che questa persona possa essere etichettata come movies-maniac. Una malattia gravissima, dalla quale è pressoché impossibile guarire, ahimé. Direi che io stessa soffro di una forma acuta..
Ecco perché nasce questo blog: parlare di film, film e ancora film. Spero di non annoiare nessuno. E comunque: non sparate sul blogger!
PS già il titolo del post è una citazione..quale???
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