Visualizzazione post con etichetta Premio Oscar. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Premio Oscar. Mostra tutti i post

mercoledì 24 aprile 2013

IL LATO POSITIVO - Pazzi per Bradley e Jennifer

File:Silver Linings Playbook.JPG


Finalmente ho visto Il Lato Positivo e (che posso dire?) sono rimasta affascinata da tanta semplice complessità. Ne avevo letto le lodi in vari post, ma vederlo è stato comunque una piacevole scoperta.

Pat è appena uscito da un ospedale psichiatrico, dopo aver scontato 8 mesi di reclusione per aver pestato a sangue l'amante di sua moglie. Lo scatto d'ira è esploso quando li ha colti in flagrante, sulle dolci note della canzone del loro matrimonio. Beh, sarebbero girate anche a me! Fatto sta che ora Pat si trova a dover affrontare il suo problema: un bipolarismo di cui soffre da sempre e che ora non può più ignorare. Più che le cure mediche, sono la forza di volontà e la sua nuova teoria di vita che lo stanno aiutando a controllare i suoi umori. Excelsior, sempre più in alto. Quando vogliamo una cosa dobbiamo impegnarci e fare di tutto per ottenerla, dal buio si esce solo se si pensa positivo, il sole uscirà da dietro le nuvole se crediamo in noi e abbiamo un atteggiamento positivo. Queste sono le frasi che Pat continua a ripetersi, il suo mantra, la chiave per diventare una persona migliore. Penserete che voglia costruirsi una nuova vita, visto che ha perso lavoro/moglie/casa.. E invece no, vuole solo riconquistare sua moglie Nikki.
Ad aiutarlo e ospitarlo ci sono i suoi genitori; una madre "chioccia" che tiene la famiglia unita e un padre patito di football, la cui personalità ci fa capire un po' da dove arrivano i problemi di Pat.
Lungo il suo percorso, s'imbatte in Tiffany, una giovane vedova con un bagaglio non trascurabile. Anche lei in cura con psicofarmaci per combattere il suo disturbo. I due stringono un patto di mutuo aiuto e Pat si troverà a doversi allenare per concorrere ad una gara di ballo da sala. Il processo per riuscire ad avere una vita normale è tutto in salita, ma questo rapporto con Tiffany porterà ad entrambi grandi benefici.

Diciamocelo, questo è un film fuori dai soliti schemi, una ventata di aria fresca di cui avevamo proprio bisogno.
Le malattie mentali vengono affrontate in maniera brillante, ma non per questo alla leggera. Le patologie sono spiattellate in tutte le loro sfaccettature. I personaggi sono veri, in balia di un continuo contrasto interiore; cadono e si rendono subito conto dei danni che fanno, per questo si odiano ancora di più per non essere riusciti a controllarsi.
Il padre di Pat, Patrizio, è un ossessivo compulsivo che scommette sulle partite degli Eagles affidandosi a degli strani riti scaramantici, tiene in maniera maniacale ai suoi oggetti e condisce il tutto con un dose di violenza. Tra tutti i personaggi è quello che mi è piaciuto di più, forse perchè nelle scene corali, quando tutti i protagonisti danno libero sfogo alle loro pazze personalità, lui è quello che nutre le gag che si vengono a creare. I dialoghi sono di ottimo livello in quei frangenti e lo spettatore rimane spiazzato da quanto la loro pazzia sia assolutamente normale per loro. E' palese che hanno dei problemi, loro ne sono consapevoli, ma per loro questa è la norma.
Per me che cerco sempre qualcosa da metabolizzare dopo aver visto un film, qui mi piace vedere come il messaggio più importante sia proprio la teoria a cui Pat si vota. Dobbiamo sforzarci di pensare ed essere positivi, sempre. Solo così possiamo sperare di raggiungere i nostri obiettivi. Excelsior!

giovedì 4 aprile 2013

ARGO VAF*****O - Piccoli astronauti crescono

File:Argo poster.gifOrmai penso all'America come uno dei paesi con il maggior numero di segreti di stato. Sto proprio leggendo un libro in cui si spiega che, in pratica, i riconoscimenti militari più importanti vengono segretati per difendere le identità di chi compie le imprese. Molte di queste imprese - tra l'altro - non sono cose di cui andare proprio fieri, ma hanno portato qualche beneficio allo Zio Sam. L'impresa di Tony Mendez (Affleck) è senza dubbio degna di nota.
Siamo a Teheran, 1979. Un gruppo di iraniani veramente incazzati prende in ostaggio l'intera ambasciata americana. Perchè sono così arrabbiati? Beh in pratica sono appena riusciti a spodestare un tiranno che per più di 30 anni, con l'appoggio degli USA ha torturato e ucciso migliaia di cittadini iraniani, lasciando che le holding straniere si arricchissero col loro petrolio. Questo tiranno, malato terminale di cancro, ahimé, è riuscito a sfuggire alla giustizia iraniana, chiedendo asilo al presidente Carter che lo ha accolto a braccia aperte.
Sei impiegati dell'ambasciata sono riusciti a scappare prima di essere catturati e si sono rifugiati a casa dell'ambasciatore canadese. Ora, se gli iraniani li scoprono rischiano di fare una gran brutta fine, quindi la CIA, nella persona Mendez mette a punto un piano per esfiltrarli.
Prima di scrivere questo post ho voluto vere il film due volte. Insomma, ha vinto l'Oscar come miglior film, quindi volevo cercare di dire cose intelligenti, compatibilmente con le mie capacità!
Se si hanno dei dubbi sul Ben affleck attore, non se ne hanno sul Ben Affleck regista. Insomma luce, inquadrature, ritmo sono assolutamente adatte in ogni momento della narrazione. La ricostruzione delle scene prese dai telegiornali dell'epoca, i personaggi, tutto è curato al dettaglio.
I più la storia è "nuova". Siamo abituati a storie di spie con mille travestimenti, dagli effetti speciali spettacolari. E poi c'è Mendez, che scomoda nientepopodimeno che Hollywood, che rischia in prima persona il tutto e per tutto e che non accetta di abbandonare sei persone che hanno riposto la loro fiducia in lui.
Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Mendez. Non sapremo mai la verità vera su tutta la faccenda; insomma finché Clinton non ha tolto il segreto sull'operazione, il merito era andato ai canadesi, figuriamoci se ora ci raccontano tutto (sono pur sempre gli Stati Uniti!). Di certo ci godiamo questo bel film, che tiene lo spettatore incollato alla poltrona dall'inizio alla fine.
Una sola domanda sorge spontanea alla fine, quando comparano le facce dei personaggi reali, con gli attori che hanno interpretato la loro parte sul grande schermo: ma se tutti gli attori somigliano molto alle persone reali, perché la parte di Mendez, un ispanico di nome e di aspetto, è andata a Ben? Questo sì che è essere dispotici! Ti perdoniamo Ben! E, a proposito, complimenti - ne hai fatta di strada!!

File:Carter.gif

venerdì 21 settembre 2012

NUOVO CINEMA PARADISO

Scrivere un post su questo capolavoro è sicuramente difficile. Se un film ti delude non hai nessun problema a sparare a zero su regista, attori e il resto della troupe. Ma se un film tocca i tasti giusti, così giusti da vincere l'Oscar come miglior film straniero, allora parlarne diventa complicato.
Innanzitutto partirei dicendo che tutti dovrebbero vederlo almeno una volta. Mostra molti retroscena che, per gli amanti del cinema, vale la pena vedere. La cabina, l'uso del caro vecchio proiettore, le pellicole che vengono "montate", sono tutte dinamiche vere, che valgono ancora oggi (fino all'anno scorso la maggior parte delle sale non aveva ancora adottato il digitale). Se poi lavori in un piccolo cinema di paese, che da sempre lotta per sopravvivere alle multisale e ai multiplex, allora ti sembra che il film parli anche un po' di te.
Il rapporto tra Totò e il cine-operatore Alfredo, le vicende del cinema, il paese, i comportamenti dei paesani durante le proiezioni, ma soprattutto l'amore assoluto e incondizionato di Totò per il cinema hanno fatto meritare a "Nuovo cinema Paradiso" un posto di prim'ordine nella storia del cinema italiano e non solo.
Che dire: guardatelo, guardatelo e riguardatelo ancora!