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lunedì 11 novembre 2013

BUON COMPLEANNO ARNIE GRAPE



Questo mese, anziché votare democraticamente per dedicare il B-Day a un attore/regista; è scaturita in molti di noi la voglia di celebrare Leonardo Di Caprio nel giorno del suo trentanovesimo compleanno. Io ho colto la palla al balzo per parlare di un film a cui sono molto legata, scoperto tantissimi anni fa e subito inserito tra i miei preferitissimi (o preferiterrimi che dir si voglia).


La famiglia Grape è composta da Gilbert (Depp), le sue sorelle Amy e Ellen, la madre Bonnie e il fratello Arnie (Di Caprio). Il punto temporale in cui ci inseriamo è a qualche giorno dal 18esimo compleanno di Arnie, un compleanno importante visto che, a causa della malattia da cui è affetto, non avrebbe dovuto raggiungere neanche il decimo. I Grape sono una famiglia con molti problemi: Arnie è mentalmente ritardato; molti anni prima il padre si è impiccato nello scantinato di casa e, da quel momento, tutto ha iniziato a peggiorare per la famiglia. Le incombenze sono ricadute tutte su Gilbert, che si prende cura di tutti; anche di sua madre che ha raggiunto un peso spropositato e non esce mai di casa.
La famiglia vive in una vecchia casa a Endorra: un paese sperduto nel nulla, dove non succede mai niente. L' "evento dell'anno" è il passaggio di un gruppo di camper, che non fanno altro che attraversare la città per andare in posto sicuramente migliore. Quest'anno, però, accade un fatto eccezionale: il camper della bella Becky (Juliette Lewis) si guasta e lei è costretta a fermarsi qualche giorno a Endorra. Arnie e Gilbert ne sono affascinati. Questa ragazza dallo spirito libero riuscirà a smuovere la situazione e a far desiderare ai Grape qualcosa di più.

La regia di Lasse Hallstrom ci porta in questa vicenda in punta di piedi, ce la racconta in maniera molto delicata: sbirciamo i fatti della famiglia, sentiamo la  frustrazione di Gilbert quando si presentano quei grandi problemi, proviamo tenerezza per Arnie e per la sua situazione. La stessa delicatezza delle riprese segna anche i personaggi stessi: sembrano tutti estremamente fragili, con tanti sentimenti inespressi.



Tutto il cast ha contribuito e rendere questo film una chicca, ma Leonardo Di Caprio si merita il plauso maggiore.
All'epoca aveva solo 19 anni, il suo ruolo è il più difficile, eppure rende benissimo la malattia. I movimenti, le espressioni di Arnie sono estremamente realistiche. Questa è stata una tra le prime grandi prove di super Leo.
Con questo film è anche partita la maledizione che ha segnato la sua carriera. Sì perché ha ricevuto la nomination all'Oscar, soffiatagli poi da Tommy Lee Jones per Il Fuggitivo (ditemi voi se vi sembra giusto); e da qui parte una lunga lista di nomination mancate e statuette mai ricevute, anche se il caro Leo, se ne sarebbe meritata più di qualcuna. E' poliedrico, è bravo, è bello! Forse perché è bello non lo vogliono premiare? MAH! In tutti i ruoli è credibilissimo, ne ha affrontati di diversissimi e non è mai scaduto, ha dimostrato di sapersi mettere in gioco, interpretando da J. Edgar a Shutter Island senza batter ciglio.

Leo ti facciamo tutti tanti auguri e i complimenti per una carriera invidiabile - che tanti si sognano!

Ecco chi si è unito ai festeggiamenti!

Cooking Movies
Director's Cult
Ho Voglia di Cinema
In Central Perk
La fabbrica dei sogni
Life Functions Terminated
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